L’EDUCAZIONE MOTORIA E PSICOMOTORIA


L’Unione Sportiva ACLI ha presentato il proprio progetto di attività motoria e sportiva in ambito scolastico “Crescere e Apprendere giocando” in attuazione del “Protocollo d’intesa” sottoscritto dal Ministero della Pubblica Istruzione dal CONI il 12 marzo 1997. Il Progetto, approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione nel gennaio del 1998, si prefigge di offrire a tutti gli alunni la possibilità di praticare attività motoria, presportiva e sportiva, nel rispetto del percorso educativo dalla scuola dell’Infanzia alla scuola media secondo itinerari e processi didattici e graduali di apprendimento commisurati alla loro età ed al loro sviluppo, nel rispetto dei dettami ministeriali e dell’autonomia scolastica. I contenuti mirano ad un totale coinvolgimento delle classi, con particolare attenzione agli alunni disabili, in linea con il presupposto dello sport per tutti, finalità che da sempre caratterizza gli obiettivi e i progetti del nostro Ente di Promozione Sportiva.

In particolare la proposta di intervento si caratterizza con una configurazione “a sistema aperto” integrabile e modificabile in itinere, nel rispetto delle condizioni psicologiche educative e sociali di ognuno: tende a valorizzare le risorse soggettive del bambino-ragazzo anche in relazione alle risorse oggettive dell’ambiente di provenienza (contesto sociale, etc.). Il progetto mira inoltre al coinvolgsporsssimento in tutte le sue fasi (definizione dei bisogni, progettazione, attivazione e gestione delle attività) degli alunni, delle famiglie e degli insegnanti.
E’ obiettivo primario porsi con un atteggiamento di attenzione nei confronti delle esigenze emergenti dal territorio in cui si opera, e realizzare interventi sperimentali di integrazione su progetti educativi con soggetti istituzionali e non.
Alla base di quest’importante progetto c’è la stretta collaborazione con gli Enti Locali, con le Parrocchie, con le Società Sportive e le Associazioni culturali e ricreative presenti sul territorio.
Il progetto “Movimento in Materna” si svolge in 30 scuole materne di Padova e provincia incontrando circa 2.500 bambini da 2 a 6 anni e le loro famiglie. L’attività rispetta le Indicazioni espresse nel MIUR del 2005, nei quali viene manifestato come il Campo di Esperienza della corporeità e della motricità contribuisce alla crescita e alla maturazione complessiva del bambino, promuovendo la presa di coscienza del valore del corpo inteso come una delle espressioni della personalità e come condizione funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa e pratica da sviluppare in ordine a tutti i piani di attenzione formativa. Infatti il bambino “si dice”, racconta la sua storia, le proprie esperienze, il proprio vissuto, attraverso il movimento, l’uso degli oggetti e dello spazio, l’integrazione con il gruppo, con gli adulti e con gli educatori. Il gioco spontaneo prodotto quotidianamente dai bambini in vari luoghi e spazi deve essere rivalutato ed educato e, durante l’attività, l’educatore competente ed attento da senso a quello che viene fatto attraverso il proprio intervento e la presenza rassicurante e comprensiva.

L’agire del bambino va visto sempre più non solo come un processo motorio, ma anche cognitivo ed affettivo ed assume nella scuola dell’Infanzia ed elementare una forte dimensione sociale. La forma privilegiata di attività psicomotoria è costituita dal gioco, che sostanzia e realizza nei fatti il clima ludico della Scuola dell’Infanzia, adempiendo a rilevanti e significative funzioni di vario tipo, da quella cognitiva a quella socializzante, a quella creativa. Sopratutto i giochi di gruppo promuovono la vita di relazione aperta, sollecitano i bambini a “decentrarsi”, a socializzare, ad esprimere se stessi nel rispetto delle regole e nel rispetto degli altri, a rapportarsi correttamente con la realtà. Si può dire quindi che il gioco è il mezzo e non il fine attraverso il quale viene proposta dall’educatore l’attività psicomotoria.
Anche con i genitori il rapporto del bambino è spesso corporeo ed è con il corpo che esprime sentimenti, sensazioni, stati d’animo, ecc. Sperimentare situazioni di gioco ed espressione corporea fra genitore e figlio può essere un modo per migliorare un rapporto divertendosi insieme. Ed alla luce di queste ultime affermazioni, si sono sviluppati negli ultimi anni gli incontri di espressione corporea e le feste delle famiglie con esperienze motorie, manipolative e ricreative da sperimentare insieme: genitori e figli.

FINALITÀ
L’attività risponde agli obiettivi generali e specifici delle Indicazioni del Ministero della Pubblica Istruzione che si propongono di rafforzare l’identità personale, l’autonomia e le competenze dei bambini collocandoli all’interno di un progetto di scuola articolato ed unitario che riconosce la priorità della famiglia e l’importanza del territorio di appartenenza con le sue risorse sociali, istituzionali e culturali.
L’azione psicomotoria aiuta i bambini a consolidare le proprie capacità sensoriali, percettive, motorie e sociali; li stimola ad orientarsi in maniera personale e a compiere scelte anche innovative. Indirizza il bambino, singolo e in gruppo, alla scoperta del mondo che lo circonda, lo incoraggia ad entrare in relazione con gli altri rinforzando la capacità di aggregazione sociale, con l’interiorizzazione e il rispetto pratico dei valori della libertà, della cura di sé, degli altri e dell’ambiente, della solidarietà, della giustizia, dell’impegno ad agire per il bene comune.

OBIETTIVI
Facendo riferimento alle indicazioni Nazionali per i piani personalizzati delle attività educative nelle scuole dell’Infanzia, i punti di riferimento dell’azione psicomotoria si colgono nelle aree del “Il sé e l’altro”, “Corpo movimento e salute” e “Esplorare, conoscere e progettare” In particolare il progetto in esame si pone i seguenti obiettivi specifici di apprendimento:

  1. Rafforzare l’autonomia, l’autostima e l’identità personale attraverso un corretto e adeguato percorso di valorizzazione dell’immagine corporea.
  2. Rappresentare lo schema corporeo in modo completo e strutturato attraverso esperienze motorie e psicomotorie atte a valorizzare l’aspetto sperimentale e di scoperta delle proprie potenzialità e limiti.
  3. Riconoscere nella capacità di muoversi in maniera adeguata nell’ambiente e nel gioco coordinando i movimenti, che il proprio corpo è soggetto di comunicazione, relazione e accoglienza;.
  4. Lavorare in gruppo in maniera attiva e propositiva attraverso attività che vedano la progettazione e la collaborazione per il raggiungimento di una meta collettiva, sapendo affrontare adeguatamente anche eventuali defezioni, nel rispetto delle specificità di ciascuno.
  5. Scoprire che è importante muoversi, conoscere e occupare lo spazio, in modo spontaneo e guidato, da soli e in gruppo; che è bello esprimersi in base a suoni, rumori e musica anche nella prospettiva di percepire il tempo, coglierne il senso e la trasformazione.
  6. Toccare, guardare, esplorare, sperimentare e utilizzare oggetti d’uso quotidiano; superare gli usi convenzionali degli attrezzi “ginnici” (palle, bacchette, cerchi etc) secondo un percorso che favorisce la creatività, per arrivare a conoscere e utilizzare i materiali secondo le loro funzioni.
  7. Esprimere e controllare emozioni, sentimenti (paura, meraviglia, ammirazione, amore, rabbia, gratitudine, ecc) e affettività, elaborando il vissuto e le esperienze con il corpo e il movimento.

LA METODOLOGIA è attiva finalizzata allo sviluppo della spontaneità attraverso:

  • gradualità delle proposte
  • multilateralità delle esperienze
  • utilizzo del linguaggio non verbale, espressivo, grafico
  • trasformazione degli spazi (situazioni diverse)
  • associazione di varie attività (gioco senso motorio, simbolico, intellettivo, ecc.)
  • attività di fabulazione drammatica.

Dal gioco sensomotorio si passa al gioco simbolico per sviluppare azioni intellettive e imitative.

Ogni incontro è caratterizzato da:
Un rituale iniziale: i bambini vengono accompagnati nella “sala dei giochi” ed entrano nel piccolo spazio delimitato da una corda (o teli o altro materiale) con una modalità accordata e proposta dall’operatore ( per es. suonare il campanello, dire il proprio nome), l’educatore saluta i bambini che sono seduti in cerchio e insieme con una breve canzone avviene il saluto.
L’educatore ora dà le consegne, fa entrare i bambini in un contesto immaginario, anche attraverso una storia.
Parte centrale: i bambini sono diventati i protagonisti della storia, occupano spazi, usano i materiali, si relazionano con i compagni e con l’adulto, sperimentano il susseguirsi degli eventi, in base al proprio bisogno creativo.
Un rituale finale: i bambini ritrovano una disposizione a cerchio per entrare nel momento in cui si cerca di calmare le energie e favorire l’ascolto del proprio respiro; è il momento per raccontare, per valorizzare il rilassamento e il contatto affettivo.

Scarica in PDF

Prossimi Eventi

Social Networks


Infanzia Maria Immacolata
on Google+

Newsletter

Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità!

E-mail:

Iscrivimi
Disiscrivimi

Statistiche