Essere donna consacrata – nono appuntamento

Che cos’è un ATTO di CONSACRAZIONE?

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E’ un’azione, un gesto, un atteggiamento che esprime il desiderio e l’intenzione della persona di rispondere all’amore di Dio
e di collaborare alla realizzazione del BENE.

ESSERE DONNA CONSACRATA PER PROLUNGARE LA SUA MATERNA CARITÀ

E’ ancora il beato padre Guglielmo Giuseppe Chaminade che nella sua lettera ai predicatori sottolinea: «A ciascuno di noi la Santissima Vergine ha affidato il compito di lavorare alla salvezza dei nostri fratelli nel mondo».
Inoltre c’è un atto di consacrazione, di alleanza con Maria, che i membri della famiglia marianista pregano quotidianamente.
Il testo,formulato dal padre marianista Le Mire Noël è fedele alla dottrina cattolica, al carisma del Fondatore e alla tradizione viva.

Signore, Dio nostro, che per salvare tutti gli uomini e per condurli a te hai fatto nascere il tuo figlio diletto dalla Vergine Maria, concedici di essere da lei formati ad immagine del suo primogenito e rendici partecipi dell’amore di Cristo per sua Madre.
Tu che hai associato Maria al mistero del tuo Figlio perché divenisse la madre dei viventi, conferma la nostra alleanza con lei . La nostra consacrazione prolunghi sulla terra la sua materna carità e faccia crescere la Chiesa, Corpo del tuo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Amen

Questo atto ha lo stesso stile della preghiera liturgica: si rivolge a Dio Padre e ne ricorda i benefici (Gv3,16; Ef 3,12; Gal 4,4).
Da questi benefici scaturisce la domanda di essere formati da lei ad immagine del suo primogenito (Rm 8,29; Lc2,7).
A questa domanda se ne aggiunge una seconda che riguarda l’atteggiamento dei figli verso la madre e questa relazione è collegata intimamente a quella che unisce il Cristo a sua Madre:rendici partecipi dell’amore di Cristo per sua Madre.

Il secondo paragrafo ingloba la totalità di ciò che possiamo chiamare “il mistero di Maria”. In esso sono presenti due dimensioni: la prima riguarda la nostra formazione da parte di Maria alla conformità a Gesù Cristo;la seconda la nostra partecipazione alla missione apostolica di Maria. Fin dal 1817 , durante il ritiro, il padre Chaminade annunciava ai suoi figli questa forte sintesi e la presentava come alleanza per scelta reciproca di Dio, in Cristo, con gli uomini e i religiosi in particolare. In questa singolare alleanza si trovano tutti gli elementi di una alleanza perfetta: la scelta , il contratto, il sodalizio. Da parte di Maria tutti gli elementi di alleanza è evidente che sono sempre osservati, ma da parte nostra nella concretezza di ogni giorno, senza dubbio non è la stessa cosa e così domandiamo costantemente a Dio di confermare in noi quello che ha voluto stabilirci, e ciò a cui noi ci siamo impegnati; il padre Chaminade dice che ci siamo impegnati a vivere l’amore filiale: «Oh! Soprattutto noi ci siamo impegnati in questo ultimo effetto dell’amore filiale: l’assistenza e la benevolenza attiva ». L’assistenza si riferisce alla sua azione materna verso tutti gli uomini e alla lotta contro il nemico il “drago” che furioso contro la Donna se ne è andato a combattere contro il resto dei suoi figli, quelli che obbediscono agli ordini di Dio e posseggono la testimonianza di Gesù (Ap. 12.17). Questo impegno, parte integrante della professione religiosa ,è reso ancora più esplicito attraverso il Voto di Stabilità.
L’ultima parte di questa preghiera raccoglie sia una domanda che un impegno nell’augurarsi che la consacrazione prolunghi sulla terra la sua materna carità. E’ la messa in opera concreta e quotidiana di una vita personale di carità verso Dio e verso il prossimo, vita di imitazione di Gesù Cristo, vita tendente alla perfezione, vita che partecipa alla missione cioè all’apostolato. Questa consacrazione deve comportare un tratto caratteristico deve essere impregnata della carità materna di Maria. La sua efficacia apostolica anche se nascosta e tutta interiore sarà la crescita della Chiesa, Corpo di Gesù Cristo nostro Signore.
Un’ esplicitazione ulteriore forse più immediata ed incisiva ci viene da entrambi i fondatori.
Padre Chaminade nelle Costituzioni delle Figlie di Maria del 1839 così afferma:
«…Il cuore di una Figlia di Maria deve dunque essere anche il cuore di una madre : cuore pieno di premure e di compassione per le miserie dell’umanità, specie per quelle che

compromettono la salvezza delle anime , ossia l’ignoranza e il peccato. Ella dedicherà pertanto la sua vita a eliminare tali miserie, nella misura in cui le riuscirà di farlo con i mezzi che la Provvidenza stessa le fornirà».

Madre Adèle de Batz de Trenquelléon nelle sue lettere si esprime nel seguente modo : «Mia carissima sorella, il mio cuore di madre avverte vivamente la spada che deve aver trafitto il vostro! Entrate, mia cara sorella, in quello di Maria ai piedi della croce: vedetene l’amarezza che lo travolge e offrite i vostri sacrifici insieme al suo».
E ancora: «Addio, mia carissima figlia. Ti abbraccio di cuore in quello del nostro divin Sposo e con tutto il cuore di una madre che ama le sue figlie in Gesù Cristo ».
458.3 Mia cara sorella, quale grande compito è quello d’essere madre! Ma Dio non dà una figlio-lanza spirituale senza dare abbondante latte per nutrirla. A questo fine, però, prendiamo noi stesse un buon nutrimento attraverso l’orazione, il ritiro, l’unione con Dio. Il contenuto ricorre più volte anche se con espressioni simili e non è irrilevante sottolineare il ricorso della fondatrice all’espressione “Essere madre”. In questa espressione come nelle altre sembra essere racchiuso il nucleo dell’identità di chi vuole partecipare alla fecondità spirituale. Tale fecondità diviene tale all’ombra della croce intesa come intima unione a Gesù Cristo, la fonte di vita per eccellenza. Il prolungare la materna carità porta con sé il tratto materno della Vergine Santa partecipato da ogni donna che ha compreso il senso profondo della generati-vità spirituale.

Testo presente nel libro pagine 142-148

 

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