La Foglia Testarda

19 ottobre 2011 mercoledì
Tutti insieme per ascoltare una storia un po’speciale …

Era settembre inoltrato e le foglie, con l’arrivo del freddo, avevano cominciato a cambiarsi l’abito, pronte a volare a terra al primo soffio di vento.
Per loro era un vero divertimento svolazzare dal ramo che lo ospitava al terreno e mentre cadevano facevano piroette, giravolte e acrobazie. Qualcuna cantava anche! Vera, invece, non aveva alcuna intenzione di staccarsi dal suo amato alberello, le piaceva stare lì!
– Vera, ti sei cambiata? Sei pronta per volare? – le chiedevano le sorelline foglie.
– No, no, io non vengo, rimango qui con il mio vestitino verde, andate voi!
– Ma come, non vieni e ti perdi tutto il divertimento?
– Sì, voglio restare sull’albero, sto bene qui.
– Ma poi a primavera torniamo sui rami.
– E chi ve l’ha detto? Io per sicurezza rimango qui!
Vera non lo diceva, ma aveva paura di non poter più tornare sull’albero, una volta volata via.
Arrivò il fatidico giorno del volo, le foglie aspettavano il vento d’autunno ed erano molto emozionate ed eccitate all’idea di staccarsi dall’albero. Qualcuna si era vestita di rosso, altre di arancione, altre ancora di marrone. Solo Vera era rimasta verde e si aggrappava con tutte le sue forze al ramo, per non essere trascinata via.

Il cielo diventò scuro scuro e il vento arrivò, soffiando forte. Le foglie, una ad una, si staccarono dai rami e si lanciarono con gridolini di felicità verso il terreno, come fossero leggerissime farfalle. Vera, testarda, non mollava la presa e, anche se il vento cercava di staccarla dal ramo, resisteva.
Dopo qualche minuto di tempo migliorò e Vera aprì gli occhietti che aveva chiuso per il grande sforzo. Era rimasta attaccata al suo ramo, ce l’aveva fatta!
“E ora cosa faccio?” pensò all’improvviso. Non c’erano più le sue sorelline con cui chiacchierare. Il grande albero dormiva e tutti gli animaletti erano andati in letargo: sarebbe stata una vera noia rimanere lì sola fino a primavera!
Decise allora di lanciarsi anche lei, per raggiungere le altre foglioline, ma il vento, offeso, se n’era andato, non soffiava più, così provò a staccarsi da sola dal ramo, ma tira e tira non ci riusciva.
– Sorelline, voglio venire da voi, come faccio?
– Hai fatto innervosire il vento, devi aspettare che ritorni.
– Ma io mi annoio da sola! Aiutatemi a chiamare il vento.
– Vento, vento, ventooooooooo torna qui, voglio staccarmi!

Il vento sentì le foglioline e tornò. Disse:
– Ma come? Prima non volevi staccarti e ora sì?
– Avevo paura…
– Di cosa?
– Di non poter più tornare sull’albero!
– A primavera ci tornerai!
– Sei sicuro?
– Certo!
– Allora aiutami a staccarmi!
– Come si dice quando si chiede qualcosa?
– Per favore…
– Va bene fogliolina testarda, ti aiuterò!
Il vento cominciò a soffiare forte. Questa volta Vera si staccò e, volando con mille capriole verso terra, gridò:
– Grazie vento, è bellissimo volareeee!

 

Valeria Forconi

Ma le storie non sono finite qui: anche il folletto Nascondino ci ha raccontato che nel bosco fitto fitto stava per iniziare una gara di raccolta di foglie … E chi ha vinto? La rana grazie alla sua lingua appiccicosa che ne ha raccolte tantissime ….

E la mattinata non poteva che finire facendo anche noi una gara di raccolta di foglie

Ci siamo poi messi a cantare a squarciagola:

E l’albero piantato in mezzo al prato 2 v
Sopra l’albero indovina cosa c’era? 2 v

C’erano i rami, i rami sopra l’albero

… c’erano le FOGLIE
…c’era UN BEL NIDO
… c’era UN MERLO
… c’era UNA NUVOLA
C’era IL SOLE

 

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