Mago Giochin Giochetto e la Fantasia

C’era una volta … un paese dove viveva un re molto buono.
Il re non faceva mancare niente nel suo regno. I suoi cittadini avevano cibo in abbondanza, da bere, da vestire, anche e soprattutto da lavorare. Tutti si davano, infatti, un gran da fare per riuscire a vivere nel benessere e non nella povertà, che invece c’era in altri regni vicini.

Il re aveva anche una figlia molto bella di nome Nerina, che però, come indicava anche il suo nome, era sempre di umore nero, cioè arrabbiata o peggio ancora triste e malinconica. Qualsiasi cosa Nerina desiderasse, uno stuolo di servi era pronto a dargliela subito subito pur di accontentarla.

Anche i bambini di quel regno avevano tanti vestiti e giocattoli, però non sembravano affatto felici come i bambini degli altri regni, che invece sorridevano se qualcuno gli regalava una piccola cosa.

Volete sapere perché bambini? E’ presto detto!
In quel regno tutti avevano tutto, ma non la cosa più importante e cioè: il desiderio. Cioè la voglia di desiderare a tutti i costi qualcosa. D’ altronde, come facevano a desiderare qualcosa se qualcuno era sempre pronto lì a dargliela?
Bambole, macchinine, trenini, biciclette non divertivano più i bambini che si stancavano troppo in fretta di giocare.

Un giorno arrivò in quel paese un mago di nome Giochin Giochetto. Quante cose sapeva fare e inventare! I bambini non ne avevano mai visto uno così bravo da creare dal niente tante cose divertenti. Con le mani formava delle ombre che sembravano animaletti, dal cilindro tirava fuori cose semplici come una pallina, un birillo, un palloncino, era però il modo con cui faceva le cose che ai bambini piaceva tanto.

Ad esempio Mago Giochetto sorrideva e ad ogni gioco sembrava divertirsi un mondo! Mentre insegnava ai bambini ad inventare un cavallo e una spada con i palloncini, ecco che sulla piazza arrivò Nerina, la figlia del re. Appena vide Mago Giochetto se ne innamorò perdutamente. Ma il giovane, abituato a girare il mondo, dovette ripartire. ‘Un giorno tornerò e ti sposerò!’ disse alla principessa, che da quel giorno fu felice di aspettare e di desiderare quel giovane tanto speciale che aveva insegnato ai bambini che per giocare non servono tanti giocattoli, ma la fantasia!

 

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