Schizzo il pesciolino

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C’era una volta un pesciolino piccolo piccolo, molto vivace e curioso che si chiamava Schizzo.
Visto che non aveva amici, il passatempo preferito di Schizzo era andare a spasso in cerca di avventure nel grande mare.
Proprio per questo motivo il suo papà e la sua mamma avevano paura che si cacciasse in qualche guaio.
Ma Schizzo era molto testardo e continuava ad andarsene in giro da solo in esplorazione degli abissi sottomarini.

Un giorno capitò in un posto molto buio: proprio sul fondo del mare stava appoggiata da moltissimo tempo una grande nave che era naufragata a causa di una tempesta.
Lì dentro avevano fatto la loro casa tantissime famiglie di pesci, che, nascosti dal grande relitto credevano di essere al sicuro dai predatori.

-Questa sì che è un’idea geniale! Nascosti qui dentro i pesci sono tutti al sicuro!- pensò Schizzo- Devo proprio dirlo a mamma e papà, così ci trasferiremo qui anche noi. Visto quante cose si imparano andando in esplorazione?
Nel frattempo era entrato nella grande nave silenziosa: era molto buio, perché lontano dalla superficie del mare arrivano pochi raggi di sole. Ma Schizzo non aveva paura e perlustrava ogni angolo nascosto dell’antico veliero.
Entrò in quella che doveva essere la cucina: una vecchia tazzina da caffè era diventata la casa di un granchio,una famiglia di cavallucci abitava in uno scolapasta e alcune vanitose pescioline si specchiavano davanti a un servizio di bicchieri di cristallo.
Schizzo si fermo nella stiva, dove due squadre di pesci trombetta avevano improvvisato una partita di calcio,utilizzando come porte dei cucchiai arrugginiti. Anche se era ora ti tornare a casa, Schizzo si fermò a fare il tifo.
Tutti i pesci erano talmente presi dalla partita che non si accorsero di nulla, ma un enorme squalo bianco nuotava per caso vicino alla vecchia nave.
Improvvisamente su fermò. Aveva sentito qualcosa: erano le urla dei tifosi della partita. Schizzo si fermo nella stiva, dove due squadre di pesci trombetta avevano improvvisato una partita di calcio,utilizzando come porte dei cucchiai arrugginiti. Anche se era ora ti tornare a casa, Schizzo si fermò a fare il tifo.
Tutti i pesci erano talmente presi dalla partita che non si accorsero di nulla, ma un enorme squalo bianco nuotava per caso vicino alla vecchia nave.
D’un tratto Schizzo vide alla finestra della stivagli occhi minacciosi dello squalo! Fece appena in tempo di gridare: -Squalooo!- che l’enorme animale ruppe il vetro ed entrò nella stiva. Con tutti quei pesci, che pranzo prelibato lo aspettava!
Per fortuna tutti riuscirono a rifugiarsi nella cucina e Schizzo riuscì per miracolo a chiudere la porticina. Per ora erano salvi, ma lo squalo li attendeva fuori e non aveva nessuna intenzione di lasciarsi sfuggire un cos’ bel pranzetto.
I pesci trombetta erano disperati:- E adesso come facciamo ad uscire? Siamo in trappola! Appena uno di noi metterà il naso fuori, lo squalo lo mangerà!
Ma a Schizzo venne un’idea:- hai detto bene:- uno di noi! Ragazzi, qui dobbiamo il gioco di squadra!
Ascoltate: noi siamo piccoli, ma siamo tanti! E tutti insieme siamo anche più grandi dello squalo bianco! Dobbiamo ad allenarci a muoverci come un unico grandissimo pesce. Quel gruppetto laggiù farà la coda, voi farete la pinna…forza proviamo! Ci vuole coordinazione.
Dopo molte prove, tutti i pesciolini cominciarono a muoversi e a nuotare tutti insieme, formando un grande pesce che sembrava vero.
Era il momento della verità: uscirono dalla nave e subito incontrarono lo squalo che, credendo di avere di fronte un pesce più grosso di lui, fuggì lontano.
Schizzo aveva capito cosa voleva dire il vecchio proverbio “ l’unione fa la forza” e in più aveva tanti nuovi amici per giocare.

 

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